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Disturbo ossessivo-compulsivo nei bambini e negli adolescenti

Individuare il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) in età evolutiva pone alcune sfide date dalla presenza nei bambini di comportamenti che possono essere confusi con manifestazioni DOC (ad esempio il pensiero magico e il comportamento superstizioso).

Una valutazione psicodiagnostica si basa quindi sulla valutazione della complessità dei sintomi attuali, della loro variabilità nel tempo e quanto questi interferiscano con la quotidianità del bambino/adolescente, impedendogli di svolgere le sue attività quotidiane, quali studio, gioco, amicizie, ecc.

Nei bambini può mancare la capacità di spiegare il disturbo, a volte poi i bambini nascondono i loro sintomi e non ne parlano neanche con i genitori per vergogna, perché si sentono “strani” o perché li sottovalutano. Con il tempo però le compulsioni diventano degli atti automatici, delle abitudini, che causano limitazioni alla vita quotidiana invalidanti sia per il bambino che per le persone che gli stanno vicino.

Inoltre a volte il DOC può essere confuso con altri disturbi con sintomi similari, quali ad esempio il Disturbo da TIC, la Sindrome di Tourette, il disturbo dello spettro autistico, disturbi alimentari, disturbo da dismorfismo corporeo, ipocondria, disturbo da controllo degli impulsi.

Il DOC si sviluppa nella maggior parte dei casi in modo lento e progressivo, anche se per alcuni l’esordio è acuto e improvviso. Spesso insieme al DOC vengono diagnosticati ADHD e DSA o disturbo degli impulsi.

Nell’80% dei casi il DOC esordisce tra i 10 e i 40 anni, con due picchi di prevalenza: tra 15 e 20 anni peri maschi e tra i 20 e i 25 anni per le femmine.

Differenti forme per un unico disturbo

Anche nell’età evolutiva il DOC può assumere molte forme differenti, talvolta presenti in concomitanza e facilmente riconoscibili.

Timori di contaminazione e compulsioni di lavaggio. Tali timori possono essere causati sia dalla paura improbabile di poter contrarre una malattia e di poter contaminare altre persone entrando in contatto con qualche invisibile virus, germe, batterio, sostanza tossica, sia di dal timore di poter entrare in contatto con qualche forma di “sporco” di natura più indistinta e difficile da spiegare per il paziente stesso.  In questo secondo caso sull’ansia prevale la sensazione di disgusto. La paura di contaminarsi porta a mettere in atto comportamenti rigidi di neutralizzazione (es. lavarsi molto le mani) o di evitamento (es. non toccare le maniglie, gli interruttori, etc.).

Timore di negligenza e compulsioni di controllo. In questo caso la paura costante è di non aver fatto le cose “bene” o nel modo “giusto”, di aver dimenticato di fare una cosa, piuttosto che di aver causato danno a qualcuno. Ad esempio i bambini possono essere angosciati per il fatto di non aver preparato bene lo zaino, di non aver scritto tutti i compiti, di aver commesso errori o di aver detto o pensato qualcosa di brutto.

Superstizione eccessiva: il timore in questo caso è che il ripetere (o non ripetere) un certo gesto un determinato numero di volte, ad esempio contare delle cose, possa determinare il verificarsi o meno di un evento. Un bambino a esempio può temere che accada una disgrazia ad un suo familiare se non conta almeno tre automobili rosse nel tragitto casa-scuola.

Ordine e simmetria: in questo caso il bambino/adolescente ha difficoltà a tollerare che gli oggetti siano posti in modo asimmetrico o disordinato. Questo ordine/completezza può manifestarsi anche in termini più astratti come ad esempio conoscere “completamente” un argomento, aver terminato “completamente” un compito, etc.

Accumulo: è più raro e si manifesta con la necessità di conservare alcuni oggetti spesso senza un razionale evidente. Ad esempio, un bambino può accumulare oggetti senza valore (esempio foglie, sassi, etc.)  in camera fino a renderla sovraccarica ed insalubre.

Pensieri intrusivi: in questo caso si tratta di  pensieri o immagini che il bambino/adolescente ritiene moralmente inaccettabili e fortemente indesiderabili. Non desiderando averli mette in atto tutta una serie di operazioni mentali che di fatto ne aumentano l’intrusività. Il disturbo innesca allora una serie di compulsioni mentali, comportamentali ed invine di evitamenti volti a controllare l’intrusività dei pensieri e delle immagini con rilevante distress ed impatto sulla vita e le relazioni personali.

La terapia del disturbo ossessivo compulsivo in età evolutiva

La Terapia Cognitivo Comportamentale è ad oggi il trattamento di prima scelta  nella cura e nella gestione del disturbo.
Si compone di:

    • psico-educazione a paziente e familiari relativamente ai processi sottesi al disturbo;
    • lavoro sulle credenze cognitive disfunzionali;
    • esposizione graduale agli stimoli che provocano disagio con prevenzione della risposta;
    • lavoro sulle eventuali comorbilità (ADHD, DSA, etc.);
    • interventi di supporto e training ai familiari nella cooperazione al trattamento del disturbo

Nella terapia cognitiva i familiari, insieme al bambino/adolescente, sono accompagnati e guidati, affinché possano essere una risorsa utile al paziente e  possano essi stessi vivere al meglio le difficoltà causate dal disturbo nella quotidianità di ciascuno.

A valle di una valutazione psicodiagnostica gli interventi vengono calibrati sulla specificità del paziente dall’équipe specializzata nel trattamento del disturbo ossessivo compulsivo coordinata dal Dr. Alessandro Marcengo (membro CEDOC – Centro di Eccellenza per il Disturbo Ossessivo Compulsivo).

La presa in carico dei pazienti in età evolutiva viene seguita dalla Dr.ssa Laura Schiavo.

Contatti

mail: richieste@serviziclinici-ccc.it

Alessandro Marcengo

Psicologo, Psicoterapeuta, Istruttore MBSR/MBCT/IMP
Specialista in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale

Si divide tra attività di docenza, pratica clinica e ricerca.

In ambito clinico si occupa di Psicoterapia individuale dell’adulto. La sua esperienza professionale è particolarmente focalizzata sul Disturbo Ossessivo Compulsivo, sui Disturbi d’Ansia e su gli approcci Mindfulness Based per la riduzione dello stress di varia origine. Negli ultimi anni ha in particolare approfondito gli aspetti di ricerca e di trattamento legati al DOC/OCD, ai disturbi collegati e al Disturbo da Accumulo con particolare riferimento a Life Event Stress e Trauma. E’ membro del CEDOC – Centro di Eccellenza per il Disturbo Ossessivo Compulsivo.

Referente dei Servizi Clinici sede di C.so Galileo Ferraris ed Area Diagnosi e Trattamento DOC è docente presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitiva di Torino, Vercelli e Genova ed è socio della International OCD Foundation (IOCDF), della Società italiana di Terapia Cognitivo Comportamentale (SITCC) e della Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica (FISS) .

E’ inoltre istruttore di Mindfulness Based Interventions (MBSR/MBCT/IMP) e coordina il servizio BeMindful presso la sede di Torino insieme alla dott.ssa Emanuela Sabena.

Per appuntamenti:

Mail: alessandro.marcengo@serviziclinici-ccc.it
Telefono: 011-3857740

Link attività:

Disturbo ossessivo-compulsivo e disturbi correlati

Area Diagnosi e Trattamento

Il Disturbo ossessivo-compulsivo è caratterizzato dalla presenza di ossessioni (ad esempio immagini, pensieri o impulsi percepiti come intrusivi o inappropriati che determinano significativo disagio, in genere nella forma di ansia o disgusto) e di compulsioni (comportamenti e rituali che la persona si sente obbligata a compiere per ridurre tale disagio). I tentativi spontanei di ignorare le ossessioni determina ulteriore senso di disagio ed ansia, innescando un circolo vizioso che aumenta la sofferenza della persona. Il disturbo ossessivo-compulsivo ruota attorno ad alcuni temi caratteristici e come tale prende forme specifiche, alcune più comuni altre più rare.

Le ossessioni  si focalizzano sempre intorno ad alcuni timori specifici:

  • timore di contaminarsi con “germi” oppure sostanze disgustanti (talvolta entrambe) o in generale lo “sporco”;
  • timore di cagionare danni a sé o ad altri (danni materiali, economici, di salute fisica od emotiva, ecc.) per negligenza, distrazione, sbadataggine, superficialità;
  • timore di perdere il controllo di se stessi agendo supposti “impulsi” autolesivi oppure violenti, sessualmente perversi, blasfemi ecc.;
  • timore/dubbio rispetto al sentimento nutrito verso il partner o rispetto al proprio orientamento sessuale
  • timore/disagio di non aver messo nel modo “giusto”, ordinato, allineato, completo, perfetto, simmetrico qualche oggetto con il quale si è interagito a volte collegato a timore scaramantico

I temi sono talmente ricorrenti che definiscono di fatto delle specificità di disturbo ossessivo in relazione ai temi coinvolti: Doc da contaminazione, Doc da controllo, Doc aggressivo, Doc omosex, Doc religioso, Doc da relazione, Doc superstizioso, etc.

Le compulsioni che cercano inizialmente di arginare il disagio generato dalle ossessioni si possono esprimere come reazione all’ossessione specifica con lavaggi frequenti e accurati, controlli ripetuti, compulsioni mentali (contare, riesaminare, ripetere) allineare, riordinare e numerose altre. Spesso è presente in modo importante ed a volte invalidante la dimensione dell’evitamento.

Le ossessioni e le compulsioni possono arrivare ad occupare molto tempo costituendo un ostacolo a importanti attività della persona (lavoro, studio, ecc.) od obiettivi esistenziali. La manifestazione è generalmente graduale ed ingravescente anche se in alcuni casi i sintomi possono presentarsi in modo improvviso ed eclatante. Lo scompenso può essere collocato nella maggior parte dei casi nell’adolescenza o nella prima età adulta anche se le prime manifestazioni sono in genere più precoci. Il percorso sintomatologico e caratterizzato da un andamento oscillante ma fondamentalmente cronico e spesso ingravescente.I temi di riferimento possono cambiare nel corso della vita ma il “processo” rimane il medesimo. Si tratta di un disturbo relativamente comune con una prevalenza di circa il 2% nella popolazione generale.

Nel DSM 5, anche in virtù della ormai imponente mole di ricerche sul tema, il disturbo ossessivo-compulsivo è stato inserito in una sezione a parte del manuale insieme ai disturbi correlati (Disturbo di dismorfismo corporeo, Disturbo da accumulo, Tricotillomania, Disturbo da escoriazione).

Servizi Offerti

  • Orientamento Terapeutico e Trattamento integrato del disturbo ossessivo-compulsivo – Gli studi di efficacia sul trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo hanno dimostrato come la maggior parte delle persone ottengano buoni risultati con una terapia cognitivo comportamentale che includa un approccio ERP (Esposizione con Prevenzione della Risposta) unitamente al sostegno e supporto da parte della famiglia ed un eventuale trattamento farmacologico. Il trattamento si avvale di una serie di strumenti che utilizzati in modo integrato sono in grado di determinare in tempi relativamente brevi un aumento dei gradi di libertà del paziente.
  • ERP – Esposizione con Prevenzione della Risposta – L’approccio cognitivo al disturbo ossessivo-compulsivo include differenti strumenti e strategie. Nello specifico l’ERP è una strategia di grande efficacia basata sull’esposizione graduata e guidata dal terapeuta ai pensieri, alle immagini, agli oggetti e alle situazioni che determinano disagio nella persona seguita dalla prevenzione della risposta disfunzionale di tipo compulsivo. Attraverso la prevenzione della risposta la persona ha modo di sperimentare progressivamente la spontanea riduzione dello stato di disagio.
  • Mindfulness e disturbo ossessivo-compulsivo– La pratica della Mindfulness facilitando l’acquisizione di una nuova modalità di relazionarsi con la propria esperienza interna ben si integra nelle linee di trattamento di questo disturbo. Attraverso la pratica della Mindfulness la persona può infatti imparare ad osservare gli eventi esterni ed interni nel loro divenire; a disidentificarsi dai propri pensieri; a ridurre la propria reattività rispetto a stimoli e situazioni che determinano significativo disagio facilitando lo sviluppo di un atteggiamento decentrato e privo di autobiasimo che consente una risposta efficace. (mindfulness@centroclinicocrocetta.it)
  • Valutazione psicodiagnostica e trattamento in età evolutiva (infanzia/adolescenza) – Il disturbo ossessivo-compulsivo ha frequentemente un esordio precoce. E’ importante in questi casi aiutare le famiglie ad orientarsi identificando subito la problematicità o meno dei comportamenti manifestati dal bambino/adolescente. La valutazione del caso determinerà la scelta di una eventuale linea di trattamento per il paziente che fornisca anche alla famiglia gli strumenti per correggere quei fattori di mantenimento che facilmente si sono inseriti nella relazione tra disturbo e sistema familiare alimentando il disturbo stesso (vai all’approfondimento >>>).

 

Riferimento

Dr. Alessandro Marcengo (membro CEDOC – Centro di Eccellenza per il Disturbo Ossessivo Compulsivo)

Équipe

Dr. Alessandro Marcengo, psicologo e psicoterapeuta
Dr.ssa Emanuela Sabena, psicologa e psicoterapeuta
Dr.ssa Laura Schiavo, psicologa e psicoterapeuta
Dr. Stefano Clerico, psicologo e psicoterapeuta

Servizi Clinici – Corso Galileo Ferraris 110

mail: richieste@serviziclinici-ccc.it
Tel: 011 385 7740

 

Bibliografia

  • Clark D. A. Cognitive-Behavioral therapy for OCD, 2006, Guilford Press, New York
  • Lee, PhD. Baer (2002). The Imp of the Mind: Exploring the Silent Epidemic of Obsessive Bad Thoughts. New York: Plume Books.
  • Swinson R.P., Antony M.M., Rachman S., Richter M.A., Obsessive-compulsive disorder. Theory, research and treatment 1992, Guilford Press, New York
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  • Davis, Lennard J. (2008). Obsession: A History. University of Chicago Press.
  • Emily, Colas (1998). Just Checking: Scenes from the Life of an Obsessive-compulsive. New York: Pocket Books. p. 165.
  • Rachman, S. (2004). Fear of contamination. Behaviour Research and Therapy, 42: 1227–1255.
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  • Elliott CM, Radomsky AS. (2012) Mental contamination: the effects of imagined physical dirt and immoral behaviour. Behav Res Ther. 2012 Jun;50(6):422-7